«Davanti all’uomo di Alvito, il Ponzio Pilato di Arcore si è lavato le mani e ha detto: non mi compete». Così Massimo Giannini commenta in Il retroscena. Francoforte prepara l’atto d’accusa al Governatore (La Repubblica di oggi sabato 10 settembre 2005, pp.1 e 3. La citazione è tratta da p.1). E così è, invero. Perché, ci domandiamo, questo sfarinamento del governo del nostro Stato davanti al problema che il governatore della Banca d’Italia ha creato con comportamenti poco conformi a quelli che dovrebbero essere propri di un’autorità indipendente di vigilanza e in genere d’un dirigente di una banca centrale (o almeno con comportamenti che tali sembrano: il che è sufficiente a rendere la sua permanenza in carica fortemente pregiudizievole del prestigio dell’istituzione alla cura della quale è preposto e dunque dell’immagine generale e all’indipendenza stessa del nostro Paese)? Ma perché appunto la materia non è di competenza del governo.
La materia finanziaria e particolarmente quella bancaria in Italia è di competenza dell’unica istituzione che appunto in Italia mantiene inalterati alcuni poteri, senza sfarinamenti e senza tentennamenti, con continuità secolare e con un rigore che dovrebbe riempirci di ammirazione; un’istituzione che naturalmente non se ne occupa direttamente, ma per mezzo del proprio strumento operativo, oggi potente e ben ramificato e rappresentato quanti altri mai: l’Opus Dei. Con ciò il nostro Presidente del Consiglio, il cui partito molti di noi -sembra la maggioranza-, qualche hanno fa hanno reiteratamente votato, si mostra non solo coerente, ma anche rispettoso della ripartizione dei poteri e delle competenze in modo davvero encomiabile.
Ma se tutto questo ha un fondamento di verità, la domanda è: la Lega bossiana che, difendendo il dott. Fazio afferma di difendere l’autonomia della Banca d’Italia, quali rapporti intrattiene con le gerarchie ecclesiastiche? Ovvero, meglio: le gerarchie ecclesiastiche che interessi hanno con un movimento che ha nel suo programma un allentamento della tenuta dell’unità del nostro Stato (parlando eufemisticamente)?
Non è che sia una maniera entusiasmante per iniziare un nuovo anno di lavoro; ma tant’è: hic Rhodus hic salta.